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Report: PCF Congresso “VARIAZIONI DI SETTING” NAPOLI 2019

Il lavoro psicanalitico con le coppie e con le famiglie pone i terapeuti in una condizione di continua ricerca e sfida clinica, nell’intento di estendere il campo di applicazione della teoria psicoanalitica anche a situazioni in cui una sofferenza psichica non elaborabile costringe la famiglia ad utilizzare funzionamenti difensivi rigidi e primitivi.

Nell’evoluzione della tecnica psicoanalitica, l’approcciarsi a nuove tipologie di pazienti, non più identificabili solo con l’adulto nevrotico che rispondeva ai criteri di analizzabilità di Freud, ha stimolato la sperimentazione di variazioni tecniche che hanno arricchito l’approccio psicoanalitico, ampliandone il campo di applicazione.

 

É in questa prospettiva di ricerca e d’innovazione all’interno di un rigoroso pensiero psicoanalitico che è stato organizzato il terzo Congresso Internazionale “Variazioni di setting. La psicoanalisi di coppia e famiglia”.

In queste tre giornate di confronto teorico-clinico si è scelto di approfondire una delle questioni su cui i terapeuti costantemente si interrogano nel lavorare con coppie e famiglie: quale setting utilizzare? Quali variazioni potrebbero essere utili o necessarie? In quali situazioni sono indicate variazioni di setting o variazioni nel setting?

Il Congresso ha mostrato come la sperimentazione nella clinica obblighi ad importanti riflessioni intorno alla teoria e alla tecnica psicoanalitica, che difficilmente offrono la sicurezza di risposte certe. Si tratta piuttosto di lavorare sopportando quella quota di incertezza che permette di aprirsi a nuove forme creative nella pratica clinica, che rispondano maggiormente alla specificità di quella coppia o di quella specifica famiglia: un approccio tecnico “plastico”, ma rigoroso, in cui il setting interno del terapeuta mantenga le coordinate della rotta da seguire.

I lavori presentati sono stati estremamente ricchi e stimolanti: accanto agli interventi magistrali proposti in plenaria, che hanno favorito interessanti dibattiti in sala, sono stati attivati sedici workshops monotematici, che hanno permesso un lavoro ed un confronto sul singolo tema in piccolo gruppo.

La ricerca e la sperimentazione nella clinica non possono e non devono fermarsi: una testimone di questo approccio alla psicoanalisi è Janine Puget che ha trascorso la sua vita in un continuo ripensare e ridefinire la teoria sulla base del procedere del lavoro clinico.

Questa testimonianza è stata in linea con il messaggio con cui Gemma Trapanese ha aperto i lavori: il congresso è stato dedicato alle le nuove generazioni di psicoanalisti e psicoterapeuti, affinché usino la loro curiosità per continuare a ricercare ed innovare.